lunedì 12 maggio 2014

CUBA – LA ISLA BONITA


Cuba è una meta di viaggio incredibilmente affascinante, una miscela dinamica di musica, storia, politica e rivoluzione. A nostro parere e’ un paese unico al mondo (ma siamo senza dubbio di parte)
Nonostante oltre 50 anni di embargo totale (bloqueo) e le difficoltà, i cubani non hanno mai perso la loro contagiosa gioia di vivere.
L'insegnamento, considerato un diritto-dovere di tutti i cittadini, è gratuito e democratico, garantito dallo stato senza distinzione di razza sesso credo religioso e origine o stato sociale. Lo Stato cubano oltre a garantire un insegnamento gratuito assicura un ampio sistema di borse di studio per tutti gli studenti e fornisce la possibilità a tutti i lavoratori di accedere a qualsiasi livello di istruzione.
Il sistema sanitario nazionale è completamente gratuito con dispensa di medicinali a carico dello Stato. Fu adottato durante la rivoluzione da Ernesto Guevara, allora ministro dell'industria.
Ogni cubano ha accesso a medici, infermieri, specialisti.
Attualmente esistono 22 facoltà di medicina, distribuite in tutte le province del paese. Alcune di queste ricevono solo studenti stranieri, come la Escuela Latinoamericana de Medicina en La Habana (ELAM), e molte altre che attualmente seguono un nuovo modello di educazione basati sulle relazioni con Venezuela nell'ambito del programma di sviluppo sociale e lotta alla povertà in America Latina e Caraibi, denominato ALBA (Alianza Bolivariana para las Américas), dando la possibilità di formarsi a studenti con poche risorse economiche provenienti da Venezuela, Bolivia, Ecuador e Honduras.
In questo modo Cuba fornisce aiuto medico a molti paesi dell'America Latina.
Cuba inoltre ha uno dei più bassi tassi di mortalità infantile del mondo e un'aspettativa di vita di circa 78 anni, un primato nell'America Latina.
Per visitarla non servono solo un Passaporto, del denaro e uno zaino robusto ma servono anche spirito di adattamento , creatività , buonumore e tanta spirito di avventura .
Certo noi non ci riferiamo  alle mete così dette turistiche come Varadero o altre concentrazioni di resort turistici, ma parliamo della vera Cuba. delle sue piccole città, delle zone meno turistiche dove si respira la vera aria cubana e dove anche se non è strettamente indispensabile, lo spagnolo costituirà invece senza dubbio un grosso vantaggio  e vi consentirà appunto di andare oltre le mete turistiche  approfondendo il contatto con la cultura locale.
Abilità linguistiche a parte, Cuba è un paese estremamente facile da visitare e sono pochissimi  se non nulli gli ostacoli  che impediscono di girovagare  praticamente ovunque  dove e come si vuole.
Noi personalmente consigliamo, come sempre, di usufruire dei mezzi pubblici, quali bus, autocarri e treni che risulteranno si, più faticosi e meno rapidi di un noleggio dell’auto, ma di contro vi consentiranno di conoscere  più da vicino le usanze locali e il vero modo di vivere dei cubani.
Va sottolineato che per chi e’ abituato a viaggiare in super economia, come noi, Cuba potrebbe di primo acchito rivelarsi un po’ costosa.
Qui non esiste una rete di ostelli a prezzi stracciati fatti apposta per chi viaggi zaino in spalla e non vi è neppure un grosso margine di contrattazione . In effetti rispetto ad altri paesi del Sud America qui vi potreste trovare di fronte ad un vero e proprio problema di budget apparentemente senza spazio di manovra .
Apparentemente perché con un po’ di astuzia ed un certo grado di elasticità è possibile comunque cavarsela lo stesso con poco.
Nonostante le apparenza Cuba ha in serbo così tante sistemazioni economiche da riempire una guida intera. Per quanto riguarda l’alloggio l’ampia offerta di casas particulares potrà farvi risparmiare anche il 50% sulla sistemazione in albergo, mentre provvedere da soli ai pasti e alla spesa  e condividere le ingegnose soluzioni di trasporto che usano i locali come autocarri, autobus e biciclette, vi spalancherà un mondo di opportunità inaspettate, sia sul fronte gastronomico che sul fronte dei trasporti facendovi risparmiare  molto sul vostro budget.
Premesso questo non vi resta che buttarvi senza timore alla scoperta di questa meravigliosa isola che vi lascerà stupefatti e vi farà letteralmente innamorare di tutto ciò che ne fa parte.
Andando per ordine elenchiamo qui le nostre tappe, accompagnate come sempre dai nostri consigli di viaggio rigorosamente fai da te.
La prima tappa è l’HAVANA dove tutto è possibile.
L’HAVANA
Questa tenace metropoli caraibica  è considerato da molti uno dei centri urbani più affascinanti del mondo.
Gli Habaneros sono letteralmente innamorati della loro città  e non e’ difficile comprenderne i motivi .
La città è a nostro  parere magnetica , esercita sul viaggiatore una sorta di emozione viscerale che è difficile  spiegare razionalmente .
Ve ne innamorerete anche senza capirne il perché. Percorrete le sue strade e lasciate che sprigioni tutta la sua magia.



Per la maggior parte dei visitatori il cuore dell’architettura di Cuba è concentrata ad Havana Vijeja, il cuore pulsante della città con le sue chiese, le sue vie acciottolate, i suoi musei e i mercatini di vecchi libri.
Il Malecon che lascia letteralmente senza parole, assaporatelo al tramonto o all’alba  passeggiando senza meta guardando il mare.

Gli innumerevoli murales raffiguranti la rivoluzione o le centinaia di ritratti di Che Guevara vi accompagneranno per le vie della città senza abbandonarvi mai.

Una tappa al museo della Revolution e’ quasi un dovere più che un obbligo.
Con un escursione di due giorni si può visitare il fulcro della coltivazione  del tabacco  di Cuba: Pinar del Rio.
PINAR DEL RIO
 
A lungo apprezzato per la fertilità della sua terra  questo è il miglior posto al mondo per la coltivazione del tabacco, una fortuna che ha creato uno dei paesaggi  più autenticamente cubani, una colorata unione di campi  e rustici essiccatoi gelosamente controllati  da un onnipresente esercito di contadini che indossano l’immancabile cappello di paglia e il sigaro in bocca.
La provincia di Pinar del Rio è senza dubbio  considerata un mosaico di  flora e fauna attentamente gestite e di paesaggi di una bellezza mozzafiato.
Se possibile state alla larga dai viaggi organizzati e se avete tempo noleggiate una bicicletta e visitate la zona di Vinales e Pinar per conto vostro  e annusate , gustate  e osservate senza fretta la bellezza  di questa valle.
La nostra meta successiva e’ Santa Clara.
SANTA CLARA
Non nacque qui, non ci visse molto, morì a migliaia di chilometri di distanza  tra le remote montagne della Bolivia eppure Santa Clara sarà sempre sinonimo di Ernesto “Che” Guevara, l’argentino figlio adottivo e orgoglio rivoluzionario della città.
Per molti, come per noi, il legame  con il “Che” è il motivo che spinge a visitare  Santa Clara.
Il mausoleo del “Che” è maestoso ed emozionante, trovarcisi davanti ci si sente impotenti ma nello stesso  tempo partecipi e presenti con lo spirito alla sua rivoluzione .
Una visita che a nostro avviso vale il viaggio.
Con un bus in mezza giornata ci troviamo nella regione di Sanctis  Spiritus dove sorge Trinidad.
TRINIDAD
Trinidad è speciale a differenza di altre bellezze coloniali.
Trinidad ha tutto: oltre ad essere un vero e proprio museo all’aperto è anche circondata sia da splendide montagne che da paradisiache spiagge, alcune tra le più belle di tutta Cuba .

Dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 1998, Trinidad ha mantenuto malgrado il grosso flusso turistico la sua atmosfera originale. La città conserva la sua atmosfera tranquilla, quasi soporifera, con le sue stradine acciottolate e affollate di guarjios (gente di campagna), muli che sbuffano e trovadores, che intonano dolci melodie accompagnati dalla chitarra. Disseminata di piccoli negozi di artigianato è un posto dove è difficile partire anzi a volte impossibile !!!!!

Dopo un breve tappa a Cienfuegos e Cameguey la nostra ultima meta non poteva che essere Santiago De Cuba .
SANTIAGO DE CUBA
E’ la seconda città dell’Isola e può essere senza dubbio considerata la capitale culturale di Cuba.
 
Dicono che tutto è cominciato qui o quasi .Tutte le strade portano a Santiago qui si respira la vera atmosfera cubana che non ha nulla a che vedere con il resto del paese, tutto ha un sapore differente quasi più autentico, persino  la gente sembra più cordiale  e disponibile .
Il centro storico è un tripudio di monumenti e un via vai di vecchie macchine che sfoggiano i loro colori attraverso le vie del centro; sembra quasi una mostra a cielo aperto, ne vedi una e ti sembra quasi unica e meravigliosa e poco dopo ne vedi comparire un'altra  e poi un'altra ancora più bella.
 
A noi Santiago è piaciuta molto, forse più di tutte le altre città di Cuba.
Anche se molto distante dalle classiche mete turistiche consigliamo vivamente di spingersi fin qui per respirare la vera atmosfera caraibica cubana.
Una breve visita di mezza giornata al Castillo del Morro, vale la pena sicuramente, andateci però nel pomeriggio al calar del sole sia per la temperatura più gradevole  che per assistere al meraviglioso tramonto che si ammira dall’alto del castello.

Dichiarato patrimonio dell'UNESCO nel 1997 si trova a circa 10 km dal centro di Santiago. Costruito per difendere la città dai pirati, il castello conserva al suo interno anche un piccolo museo della pirateria. 
Altra visita da non perdere è al Cimitero Monumentale di Santiago de Cuba, costruito nel 1868; si possono visitare i mausolei e le tombe dei grandi nomi che hanno fatto la storia di Cuba, primo tra tutti il Mausoleo ottagonale di Josè Martì, dove ogni mezz'ora viene fatto il cambio della guardia. Vegliato e custodito giorno e notte.


Per gli amanti della musica merita una sosta alla tomba di Compay Segundo, musicista e cantante del gruppo Buona Vista Social Club.
Altro luogo sicuramente da vedere è la CASERMA MONCADA dove il 26 luglio 1953 ci fu il primo tentativo, fallito, di insurrezione. Quella data fu adottata poi come nome del movimento che prese il potere del 1959, M 26-7.
Dopo due meritati giorni di relax alla splendida spiaggia di Siboney, frequentato e rinomato luogo di villeggiatura dai cubani, con un comodissimo viaggio notturno rientriamo all’Havana consapevoli di voler tornare in questo splendido paese per respirare di nuovo la magia che sprigiona ogni singolo sorriso di questa meravigliosa gente.
 
Hasta Siempre

martedì 6 maggio 2014

San Pedro de Atacama - Cile


 
Il Cile è natura all’ennesima potenza , una terra da Nord a Sud  piena di estremi in cui la varietà dei paesaggi può soddisfare  tutti i gusti, anche e soprattutto grazie alla facilità negli spostamenti  e allo spirito accogliente della sua gente …….ma pur avendola visitata tutta vi è una parte del Norte Grande che ci ha letteralmente colpito e che non possiamo che consigliare vivamente , abbinandola al sud della Bolivia vi ritroverete a percorrere uno dei viaggi più entusiasmanti e fotograficamente spettacolari che potrete mai immaginare:
questo spettacolo  si chiama San Pedro de Atacama .
 
Il nostro viaggio verso San Pedro ha inizio dall’Argentina, precisamente  da Salta.
Se avrete la fortuna di partire dall’Argentina consigliamo vivamente questo itinerario poiché la ruta che collega Salta a San Pedro è una delle più spettacolari che abbiamo percorso. Il viaggio dura all’incirca una giornata e il percorso viene coperto solo da due compagnie di autobus ed effettuato 3 volte alla settimana con tratte diurne , anche perché percorrendolo di notte sarebbe un vero peccato visto che vi perdereste la parte migliore del viaggio: il suo paesaggio.
E’ un itinerario molto frequentato dai turisti e dalla gente locale quindi consigliamo di acquistare il biglietto dell’autobus, in entrambe le direzioni, alcuni giorni prima.
Le partenze sono tutte di mattina presto e percorrono per intero la ruta 27 superando le Ande attraverso il paso de Jama. Il viaggio è spettacolare, il paesaggio è un susseguirsi di montagne dai mille colori intervallate da lagune incontaminate dove trovano ristoro centinaia di specie di uccelli.
 
 
Le formalità doganali sono tutto sommato molto organizzate e veloci, e in men che non si dica vi ritroverete a San Pedro giusto per l’ora di cena.
La fama di questo villaggio di edifici di adobe (piccole case bianche in pietra) e’ dovuta principalmente alla sua posizione nel cuore più profondo di uno degli scenari più spettacolari  del Cile .
Si dice che gli ingenti giacimenti di quarzo e di rame della regione conferiscono ai suoi abitanti la loro caratteristica energia positiva e qui a San Pedro l’avvertirete  dall’istante in cui metterete piede fuori dall’autobus.
San Pedro , situata a 2.438m di altitudine sopra il livello del mare, riesce a stento ad accogliere le orde di turisti che la invadono, essendo formata da poco più di una manciata di edifici di adobe raccolti intorno ad una bellissima piazza alberata e da una pittoresca chiesa.
Le sue vie sono del tutto ricoperte di sabbia e disseminate da piccole guest house, i resort lussuosi sono veramente pochi, quindi la si può definire sicuramente una località molto amata dai viaggiatori zaino in spalla.
Malgrado il grosso sviluppo turistico l’atmosfera rilassata che contagia ogni visitatore è rimasta del tutto intatta nel tempo e qualsiasi sia la durata del vostro soggiorno qui troverete sempre qualche escursione da fare rimandando in continuazione il giorno della partenza.
Il villaggio propriamente detto è piccolissimo e compatto e praticamente tutti i luoghi interessati sono raggiungibili agevolmente a piedi dalla piazza, tuttavia per visitare tutte le zone circostanti sarà necessario unirsi ad una delle miriade di escursioni giornaliere .
Il visitatore potrà scegliere tra una gamma di vastissime escursioni, scegliendole di volta in volta tra attività estremamente rilassanti a quelle più impegnative;
 
 
sguazzare in una sorgente termale vulcanica ,  precipitare giù per una rapida pista in sella ad una mountain bike, esplorare musei di antiche civiltà o scalare vulcani in attività, cimentarsi su un sandboard su gigantesche dune, ammirare, congelati all’alba, allo spettacolo dei jeiser, o il tramonto alla valle della luna, cimentarsi alla scoperta di lunghe distese di sale ricoperte di fenicotteri o semplicemente partecipare ad un escursione notturna  ad uno dei centri astronomici più famosi al mondo ed ammirare le stelle come non le avete mai viste.
 
 
C’è però da dire che oltre a partecipare a più escursioni possibili vi consigliamo di ritagliarvi almeno una o due giornate da trascorrere per conto vostro, passeggiando senza meta o noleggiando un cavallo o un a bici e lasciarvi trasportare dall’energia di questo posto spettacolare.
 
Il nostro consiglio è quello di dedicare a questo angolo del Cile almeno una settimana, e troverete il modo di occuparla senza pentirvene mai.
Cercheremo di elencare le innumerevoli escursioni a cui abbiamo partecipato, lasciando a voi la scelta dell’agenzia, che reputiamo essere più o meno tutte allo stesso livello, e assolutamente prenotabili sul posto di giorno in giorno nella più totale libertà possibile.
 
 
La prima escursione è ai laghi dell’altopiano; partenza all’alba e rientro in giornata.
 
 

 
 
Ammirerete centinaia di fenicotteri rosa , sosterete alla laguna Claxa, Laguna Inique, nel salar di Atacama per poi visitare al rientro il villaggio di Socaire, delizioso insediamento composto da caratteristiche abitazioni in pietra (non perdetevi i panzerotti di formaggio di capra fatti al momento dalle donne del villaggio ...squisiti)
 
 
Seconda escursione da non perdere e’ quella ai Geyser di El Tatio; Si parte da San Pedro alle 4 del mattino  e vi avvertiamo da subito che  al temperatura è di -15 gradi , e rimarrà tale fino al sorgere del sole .
 
 
 
Tutto questo è necessario per poter arrivare ai jeiser all’alba e poter così ammirare lo straordinario spettacolo di questi buchi fumanti che al sorgere del sole eruttano come piccoli vulcani.
 
Da non perdere , andateci però ben coperti…….
 
Altra escursione molto gettonata è il tramonto alla Valle della Luna .
L’escursione ha sempre partenza nel pomeriggio, si attraversa a piedi la Valle della Muerte e  si scala le due dune della valle della luna, in tempo per arrivare  in cima ed ammirare al calare del sole che trasforma le montagne circostanti in un gioco di colori spettacolari…..
 
Escursioni altrettanto suggestive alla laguna Cejiar e Ojios de Salarm dove è possibile immergersi e rimanere a galla proprio come nel Mar Morto.
E non perdetevi di notte una breve visita al centro astronomico , dove con una bollente tazza di caffè nero e una coperta ammirerete il cielo come non l’avete mai visto.
 
 
Come anticipato il nostro viaggio da San Pedro è poi proseguito verso la Bolivia.
 
Tale escursione viene effettuata solo da pochissime agenzie del posto ed è molto particolare e richiede senza dubbio un grande spirito di adattamento e una buona dose di avventura.
Il viaggio dura 5 giorni e viene percorso su piccole Jeep; il pernottamento è in camere molto spartane ubicate in piccoli paesini sul percorso, prive di riscaldamento e ubicate ad un altura che raggiunge i 5.000 metri.
Questo va detto in quanto spesso la temperatura scende parecchio e raggiunge anche i -10  gradi e si è così costretti a dormire vestiti.
Non dimenticatevi di portare con voi un ottimo sacco a pelo, spesso quello che le agenzie vi forniscono sono di pessima qualità e molto leggeri e la notte, fidatevi, tra l’altura e il freddo, senza  potrebbe essere un problema.
Anche il cibo è molto basico a base di carne e verdure cotte, patate e acqua, classici pasti da pueblo.
Ora dopo aver elencato quelli che possono apparire aspetti negativi di contro vi troverete davanti a scenari spettacolari, a perdita d’occhio e onestamente tutti i lati che potrebbero risultare negativi improvvisamente svaniscono, almeno lo è stato per noi.
Ma la descrizione di questo 5 giorni avventurosi e magnetici tra le terre selvagge della Bolivia è tutto un altro viaggio …..e un'altra storia (che descriveremo a parte) …..che merita di essere presa in considerazione da chi si troverà a percorrere questi luoghi e vuole addentrarsi in uno degli itinerari più suggestivi del Sud America, armati di tanto spirito di adattamento e di avventura.
Suerte

venerdì 11 aprile 2014

Sostieni EMERGENCY. Dona il tuo 5x1000


C'è un modo di contribuire alle attività di Emergency che non ti costa nulla: devolvere il 5 per mille della tua dichiarazione dei redditi a Emergency.
Il codice fiscale di Emergency è 97147110155

Come fare per devolvere il tuo 5 per mille a Emergency

Se presenti il Modello 730 o Unico
  1. Compila la scheda sul modello 730 o Unico;
  2. firma nel riquadro indicato come "Sostegno del volontariato...";
  3. indica nel riquadro il codice fiscale di Emergency: 97147110155.
 Se non sei tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi

Anche se non devi presentare la dichiarazione dei redditi puoi devolvere a Emergency il tuo 5 per mille:
Compila la scheda fornita insieme al CUD dal tuo datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione, firmando nel riquadro indicato come "Sostegno del volontariato..." e indicando il codice fiscale di Emergency: 97147110155;
  1. inserisci la scheda in una busta chiusa; 
  2. scrivi sulla busta "DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF" e indica il tuo cognome, nome e codice fiscale;
  3. consegnala a un ufficio postale (che la riceverà gratuitamente) o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti...).
 Come useremo il tuo 5 per mille

Anche grazie al tuo 5 per mille, cureremo gratuitamente le vittime della guerra e della povertà nei nostri ospedali, centri chirurgici, centri pediatrici, centri di maternità, posti di primo soccorso, centri sanitari, poliambulatori, ambulatori mobili e centri d'eccellenza.

In Afghanistan continueremo ad accogliere nei nostri Centri chirurgici le vittime della guerra che da ormai più di 40 anni devasta il Paese e a offrire, nel nostro Centro di maternità, assistenza ginecologica, ostetrica e neonatale alle donne del Panshir e non solo.

In Sierra Leone, il Centro chirurgico di Goderich continuerà a essere un punto di riferimento per l'intero Paese.

In Iraq, ai pazienti del Centro di Sulaimaniya daremo non solo riabilitazione fisica ma anche formazione professionale e aiuto per avviare cooperative: cura e lavoro, per tornare a essere parte integrante della società in cui vivono.

Cureremo i bambini nei nostri Centri pediatrici in Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan.

Il Centro Salam in Sudan continuerà a ricevere pazienti cardiochirurgici da tutta l'Africa, perché riteniamo che anche la medicina "di eccellenza" sia un diritto di tutti.

E continueremo a lavorare sempre e di più anche in Italia, curando migranti e persone in stato di bisogno nei nostri Poliambulatori a Palermo e a Marghera, offrendo loro servizi di orientamento socio-sanitario presso lo sportello di Sassari e portando i nostri Ambulatori mobili dovunque ce ne sia necessità: aree agricole, campi nomadi...

Come abbiamo usato il 5 per mille gli scorsi anni
Il contributo del 5 per mille derivante dalle dichiarazioni dei redditi dell'anno 2011 (relative ai redditi 2010) ammonta a 11.023.415,46 euro ed è stato erogato a luglio 2013.  Il 5 per mille derivante dalle dichiarazioni dei redditi dell'anno 2010 (relative ai redditi 2009) ammonta a 10.699.131,30 euro ed è stato erogato a ottobre 2012; quello mille derivante dalle dichiarazioni dell'anno 2009 (redditi 2008) ammonta a 8.074.262 euro ed è stato erogato a novembre 2011.

Il contributo del 2008 (relativo ai redditi 2007) ammontava a 9.111.565 euro ed è stato ricevuto nell'agosto 2010. Il 5 per mille delle dichiarazioni dei redditi dell'anno 2007 (relative ai redditi 2006) è stato ricevuto nel dicembre 2009 e ammontava a 6.951.105 euro.
  1. Come abbiamo utilizzato i fondi del 5 per mille 2010
  2. Come abbiamo utilizzato i fondi del 5 per mille 2009
  3. Come abbiamo utilizzato i fondi del 5 per mille 2008
  4. Come abbiamo utilizzato i fondi del 5 per mille 2007
 Emergency è impegnata a destinare ai suoi programmi umanitari almeno il 90% dei fondi disponibili: nel 2011, dati dell'ultimo bilancio approvato, il 91,44% dei fondi raccolti è stato impiegato direttamente nei progetti, per offrire assistenza sanitaria gratuita a chiunque ne abbia bisogno.

Grazie a tutti quelli che hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille a Emergency.

venerdì 4 aprile 2014

SEBASTIAO SALGADO - GENESI


 
«Ho terminato la realizzazione dei reportage di Genesi a quasi settant’anni. Mi hanno sfinito fisicamente. Ho affrontato climi molto duri, dai più freddi ai più caldi, e poi, soprattutto, ho percorso a piedi distanze enormi. In città, abbiamo l’abitudine di camminare su superfici piane, mentre quando si è nella foresta con gli indios, si cammina su terreni instabili, si scavalcano tronchi d’albero. A volte, ve ne sono di talmente grandi che per passare, bisogna sedersi sopra e scivolare rotolando dall’altra parte. Si cade molto spesso. Gli indios, invece, non cadono mai. Il primo giorno in cui si cammina nella foresta, si è stremati: si sente che si sono attivati muscoli che non lavoravano più da quando si era bambini. Certi muscoli, poi, non sapevo nemmeno di averli. Riassumendo, direi che se per la mente è uno stato di grazia, per il corpo è un castigo. Dopo otto anni, ero stanco sì, ma interiormente rigenerato. Per In cammino, avevo affrontato quanto vi è di più duro e violento nella nostra specie e non credevo più nella possibile salvezza del genere umano. Realizzando Genesi ho cambiato idea.
Shamans, Xingu, 2005 - © Sebastião Salgado
Per prima cosa, ho incontrato il pianeta. Avevo già girato il mondo, ma questa volta ho sentito che ci stavo entrando dentro. Ho contemplato la nostra terra dalle cime più alte agli abissi più profondi: sono stato ovunque. Ho scoperto la parte minerale, vegetale e animale e poi, ho potuto vedere noi esseri umani come eravamo all’inizio dell’umanità. Una contemplazione molto confortante, perché l’umanità delle origini è molto forte, particolarmente ricca di qualcosa che poi abbiamo perso diventando urbani: il nostro istinto. È proprio il nostro istinto che permette di sentire e prevedere molte cose, un cambiamento di temperatura o altri fenomeni climatici attraverso l’osservazione del comportamento animale. In realtà oggi, stiamo abbandonando il nostro pianeta; perché la città è un altro pianeta. Ho visto ciò che eravamo prima di lanciarci nella violenza della città, dove il nostro diritto allo spazio, all’aria, al cielo e alla natura si è perso fra i muri delle case. Abbiamo eretto barriere che ci separano dalla natura. Di colpo, non siamo più in grado di vedere, di sentire… Di osservare un uccello dal vetro della finestra e immaginare che sia l’innamorato di un altro uccello con cui fa l’amore, che ami i suoi piccoli, che si sia costruito il nido su quell’albero, che la sua vita dipenda dal vento. Non sappiamo più che ha un apparato fatto di pelle e piume in grado di proteggerlo dai raggi del sole, dalla pioggia e dalla neve. Non vediamo più, non sappiamo più queste cose.
Gold Serra Pelada, Brazil, 1986 - © Sebastião Salgado/Amazonas

Frequentando i popoli che vivono come noi abbiamo vissuto, ho riscoperto questo genere di meraviglie. E alla fine mi sono sentito molto arricchito. Se nel mio libro La mano dell’uomo
ero fiero di mostrare che noi umani siamo un tipo di animale molto abile a produrre, ho visto anche che con il nostro modo di vivere abbiamo fatto di tutto per distruggere ciò che garantisce la sopravvivenza della nostra specie. Non credo esista un grande creatore che ha ordinato la natura e l’intero universo vivente. Credo molto di più all’evoluzione e mi sento un discepolo di Darwin. Credo ci siano delle leggi e che le cose si costituiscano attraverso la dialettica, l’accumulo dell’esperienza e la maturazione. Tuttavia i processi di maturazione non evolvono tutti in senso positivo. Non siamo ancora capaci di spiegare il primo istante dell’inizio, ma possiamo già spiegare scientificamente il seguito. Genesi mi ha dato l’opportunità di misurare l’età del mio pianeta. Nel Sahara ho visto pietre tagliate 16.000 anni fa, in Venezuela montagne che hanno 6 miliardi di anni. Ci si rende conto che la vita possiede un’altra dimensione. In fondo, non è che un breve passaggio.

Penisola di Yamal, Siberia, 2011 - © Sebastião Salgado/Amazonas Images  


Genesi mi ha fatto prendere coscienza che a forza di allontanarci dalla natura per via dell’urbanizzazione, siamo diventati animali molto complicati e che diventando estranei al pianeta, diventiamo estranei a noi stessi. Ma non si tratta di un problema irrisolvibile; il rimedio passa attraverso l’informazione e sono felice di aver potuto dare il mio contributo. Mi piacerebbe far capire che la soluzione al pericolo corso dagli uomini e da ogni specie del pianeta non consiste nel tornare indietro, ma nel tornare alla natura. Del resto è quello che con Lélia facciamo in Brasile, ripiantando la foresta. Solo gli alberi sono capaci di assimilare tutta l’anidride carbonica che produciamo. L’albero è l’unica macchina che trasforma l’anidride carbonica in ossigeno. Quindi, la foresta assimila e trasforma il nostro inquinamento in legno: è straordinario. Tanto più che quando si pianta una foresta, la maggior parte dell’anidride carbonica viene assorbita nei primi vent’anni, quando gli alberi stanno crescendo.
Galápagos, Ecuador, 2004 - © Sebastião Salgado/Amazonas 


Con Lélia e nostri amici di Instituto Terra, abbiamo piantato 2 milioni di alberi. Abbiamo calcolato che, attualmente, siamo riusciti a catturare 97.000 tonnellate di carbone. Ma ciascuno può fare qualcosa, secondo le proprie possibilità. Basta sentirsi coinvolti. Lélia e io non siamo ricchi. Ci siamo rifugiati in Francia, abbiamo lavorato. La fortuna a volte ci ha aiutato e oggi siamo fieri di poter ripiantare questa foresta grazie al frutto del nostro lavoro e a coloro che ci hanno sostenuto. Ma soprattutto, grazie alla nostra energia, che proviene da una certezza: tornare al pianeta è l’unico modo per vivere meglio. Il mondo moderno, urbanizzato, è castrante, con tutte le sue regole e le sue leggi. Soltanto nella natura ritroviamo un po’ di libertà. Ecco che cosa abbiamo voluto mostrare con Genesi, i nostri libri e una serie di mostre presentate in tutto il mondo.
Penisola Antartica, 2005 - © Sebastião Salgado/Amazonas
 
È strano il modo in cui siamo arrivati a occuparci di ambiente. A volte mi chiedo per quale caso fortuito e mi rispondo che è stato il momento che vivevamo. Esattamente come in precedenza era stato il momento giusto per occuparci delle trasformazioni industriali e poi delle migrazioni. Per Lélia come per me, sarà sempre fondamentale condurre una vita che sia partecipe della propria epoca. Sarà sempre fondamentale restare attivi. Se ci chiediamo come siamo arrivati fin qui, guardando indietro ci rendiamo conto che è stata semplicemente la nostra vita a condurci dove siamo. La mia fotografia non è una forma di militanza, non è una professione. È la mia vita. Adoro la fotografia, adoro fotografare, tenere in mano la fotocamera, giocare con le inquadrature e con la luce. Adoro vivere con la gente, osservare le comunità e ora anche gli animali, gli alberi, le pietre. Per me la fotografia è tutto questo e non posso dire che siano decisioni razionali quelle che mi portano in giro a vedere il mondo. È un’esigenza che proviene dal profondo di me stesso. È il desiderio di fotografare che mi spinge di continuo a ripartire. Ad andare a vedere altrove.

A realizzare sempre e comunque nuove immagini».